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Si prospettano forti oscillazioni a causa della situazione in Medio Oriente e dell’indice CPI statunitense?

La situazione in Iran rimane come sempre instabile, ma contrariamente alle dichiarazioni aggressive del presidente statunitense Trump, autore dell’attacco, l’Iran, che sta portando la situazione verso una guerra di logoramento, sta prendendo il sopravvento.
Le dichiarazioni del presidente Trump cambiano quasi ogni giorno, e ad ogni sua affermazione i mercati hanno subito forti oscillazioni, subendo continui sbalzi; tuttavia,
forse per abitudine o per disillusione, la loro capacità di reagire si è affievolita, come se fossero diventati insensibili.
L’orientamento futuro dei mercati dipenderà dai cambiamenti generali della situazione in Iran o dai fondamentali.

Sebbene la prima metà della settimana si prospetti relativamente tranquilla, nella seconda metà si concentrano eventi di enorme importanza che determineranno l’andamento del dollaro.
L’attenzione maggiore è rivolta all’indice dei prezzi al consumo statunitense, che sarà pubblicato venerdì.
Si tratta del dato sull’inflazione più importante, in grado di influenzare direttamente il ritmo dei futuri tagli dei tassi da parte della Fed, e potrebbe fungere da catalizzatore per creare un trend decisivo sul mercato del dollaro.

Nella tarda serata di mercoledì saranno pubblicati i verbali della riunione del FOMC dello scorso marzo.
Poiché verranno resi noti i dettagli delle discussioni dei funzionari della Fed sulle prospettive dei tassi d’interesse, è possibile che le posizioni subiscano forti oscillazioni in vista del CPI di venerdì.

Giovedì verrà inoltre pubblicato il numero delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione.
Si tratta di un indicatore in tempo reale che misura settimanalmente la tensione del mercato del lavoro e va tenuto in considerazione come elemento per l’adeguamento finale delle posizioni in vista del CPI del giorno successivo.