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Le buone notizie sono cattive notizie
I dati sull’occupazione negli Stati Uniti pubblicati venerdì scorso hanno registrato cifre molto solide; le aspettative di un aumento dei tassi hanno determinato un rialzo dei tassi d’interesse, un rafforzamento del dollaro e un calo dei mercati azionari.
Il numero di occupati nel settore non agricolo era previsto a 85.000 unità, ma il risultato è stato di 172.000 unità.
Questa settimana si susseguiranno eventi di grande rilevanza in vista delle riunioni delle banche centrali statunitense e giapponese della prossima settimana.
Mercoledì verrà pubblicato l’indice “CPI statunitense di maggio”, l’indicatore più importante in grado di influenzare il mercato del dollaro.
Giovedì sarà un “Super Thursday”, con la pubblicazione dell’indice “PPI statunitense” e dell’“annuncio dei tassi di interesse della BCE”, oltre alla conferenza stampa della presidente Lagarde.
È necessario prestare la massima attenzione alle forti oscillazioni che potrebbero verificarsi durante la notte.
In Giappone, il governatore Ueda ha di fatto anticipato un aumento dei tassi d’interesse nella prossima riunione di politica monetaria della Banca del Giappone, mentre il primo ministro Takaichi, che finora si era opposto all’aumento dei tassi, ha cercato di frenare l’indebolimento dello yen, preparando il terreno per impedirne un ulteriore deprezzamento.
Il mercato ritiene impossibile arrestare l’indebolimento dello yen con un aumento dei tassi di circa lo 0,25%.
Sebbene ciò sia vero, la situazione si è configurata in modo tale che il governo non ostacoli la normalizzazione della politica della Banca del Giappone, come auspicato dal Segretario al Tesoro statunitense Bessent.
In tal caso, in occasione del prossimo intervento, potrebbe verificarsi una coordinazione tra Giappone e Stati Uniti.
Se il cambio dollaro-yen dovesse continuare a salire, aumenterebbe la probabilità di un intervento e non si assisterebbe a un forte indebolimento dello yen.
Questa settimana è ricca di eventi e il tempismo appare difficile da valutare, ma il Ministero delle Finanze sta sicuramente valutando il momento opportuno per intervenire.
Il rischio a medio-lungo termine è un ulteriore indebolimento dello yen, ma nel breve termine, con la possibilità di un intervento, il trend potrebbe essere al ribasso.