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La situazione in Europa rimane al centro dell’attenzione
Durante una riunione a porte chiuse dei ministri delle finanze dell’area dell’euro, la presidente Lagarde ha affermato che, a condizione che vengano soddisfatti chiari criteri di ammissibilità, «disponiamo degli strumenti necessari per contrastare movimenti di mercato disordinati e ingiustificati che minacciano la trasmissione efficace della politica monetaria».
Se dovesse essere adottata una qualche misura, è possibile che le vendite sull’euro si placino leggermente.
Tuttavia, tale intervento politico finirebbe per vincolare anche la politica della BCE.
Ciò potrebbe essere interpretato come un passo verso l’allentamento monetario; in tal caso, sebbene il tumulto sui titoli di Stato dei vari paesi si placasse, l’allentamento monetario della BCE verrebbe invece interpretato come un ulteriore stimolo alle vendite sull’euro.
Il «Wall Street Journal» ha pubblicato un articolo di approfondimento sulla situazione francese.
Il titolo recita: «La dipendenza della Francia dal “denaro magico” si trasforma in una bomba del debito»; secondo l’articolo, la situazione è grave poiché, in un contesto di stallo politico interno, i fondi raccolti a tassi bassi stanno giungendo a scadenza e il Paese è costretto a rifinanziarli a tassi elevati.
D’altra parte, molti economisti ritengono che il calo dei titoli di Stato francesi rappresenti un’«occasione di acquisto».
La loro posizione è che, in assenza di cambiamenti significativi, non vi sia alcun fondamento per l’ampliamento del differenziale di tasso d’interesse rispetto alla Germania.
Tuttavia, in una situazione così critica, ciò che le grandi istituzioni finanziarie possono affermare è limitato.
Probabilmente sono le opinioni dei giornalisti ad avere ragione.
Al momento la situazione sembra essersi temporaneamente stabilizzata, ma è probabile che le vendite dell’euro riprendano prima o poi.
Esiste inoltre la possibilità che la crisi francese favorisca un ritorno di capitali verso lo yen; occorre quindi prestare attenzione al calo delle coppie di valute con lo yen.