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I titoli di Stato francesi sono stati oggetto di vendite massicce e l’euro ha toccato un nuovo minimo

I mercati finanziari stanno concentrando la propria attenzione sulla Francia.
Sui mercati esteri, il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato francesi a 10 anni e quelli tedeschi a 10 anni, considerati un punto di riferimento, ha superato l’1,3%, avvicinandosi a una sorta di “Truss shock” in versione francese.
Alla luce della situazione dei titoli di Stato francesi, l’Euroswiss e altri cross in euro stanno registrando movimenti.
A causa delle turbolenze sui titoli di Stato francesi, l’Euroswiss ha subito un crollo repentino, registrando un calo di ben 150 punti in un solo giorno.

Durante la sessione asiatica odierna, il cambio euro-dollaro è sceso fino a 1,1161.
Sembra che il mercato dei titoli di Stato francesi e le grandi manifestazioni tenutesi in Francia durante il fine settimana abbiano avuto un impatto diretto.

Il mercato dell’euro-franco svizzero presenta una posizione lunga.
Poiché la Svizzera mantiene i tassi d’interesse a zero, sembra rappresentare un’opportunità interessante per le operazioni di carry trade.
Tuttavia, i solidi fondamentali della Svizzera non impediscono l’afflusso di capitali verso il Paese, anche se i tassi d’interesse sono pari allo zero per cento.

Un altro fattore di mercato è rappresentato dai titoli del Tesoro statunitense, il cui rendimento è risalito al 5,31%.
A seguito dei dati deboli sull’occupazione della scorsa settimana, il rendimento era sceso temporaneamente al 5,16%, per poi risalire verso la chiusura a circa il 5,30%; tuttavia, in questo momento ha raggiunto un nuovo massimo storico.

Il mercato dei titoli del Tesoro statunitense sembra essere entrato in una fase di tendenza al ribasso (mentre i tassi di interesse seguono una tendenza al rialzo).
Non appena i tassi di interesse registrano un leggero calo, subentrano immediatamente le vendite di rimbalzo (posizioni volte a sfruttare l’aumento dei tassi).
I tassi di interesse a lungo termine statunitensi sembrano destinati a salire ancora, e l’euro-dollaro scende in seguito all’aumento dei tassi statunitensi.

Il cambio dollaro-yen dovrebbe salire, ma la media mobile a 200 giorni si attesta a 158,45 yen.
Se questo livello venisse superato in modo netto, il trend potrebbe cambiare; tuttavia, si registrano vendite persistenti e la situazione è entrata in una fase di stallo.
Sul cambio dollaro-yen potrebbe verificarsi un intervento a un certo punto, e sembra probabile anche un intervento verbale da parte del signor Katayama.

Il Primo Ministro Takaichi ha affermato che «in linea generale, la sottovalutazione dello yen rappresenta un problema», ma non vi sono stati cambiamenti nelle sue altre dichiarazioni.
Verrà applicata la riduzione dell’imposta sui beni alimentari, ma la fonte di finanziamento non è stata definita fino all’ultimo momento.
Anche se a parole si afferma di «non essere una sostenitore della reflazione», se ci si comporta come tale, si è comunque una sostenitore della reflazione.

Pertanto, anche se questa settimana la situazione in Europa non dovesse peggiorare ulteriormente, sembra possibile un ulteriore calo del cambio euro-franco svizzero.
Di conseguenza, si prevede un mercato al ribasso in cui anche il cambio euro-yen seguirà lo stesso andamento.