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Intervento coordinato tra Giappone e Stati Uniti. Secondo Bessent, alla base dell’intervento sul yen vi è la «stabilità delle valute asiatiche»

Il Segretario al Tesoro statunitense Bessent ha fornito spiegazioni alla CNBC e al Nikkei. Nell’intervista rilasciata al Nikkei ha dichiarato quanto segue.
Alla domanda sui motivi dell’intervento di acquisto dello yen, Bessent ha risposto: «Molte valute asiatiche sono legate all’yen. La crisi valutaria asiatica degli anni ’90 è stata innescata da un forte deprezzamento dello yen».
Ciò riflette il timore che la crescente pressione di vendita dello yen possa ripercuotersi sulle valute asiatiche.

Nella seconda metà degli anni ’90, lo yen giapponese si deprezzò di ben 30 yen rispetto al dollaro in un solo anno, aggravando la crisi valutaria asiatica in paesi come la Thailandia e la Malesia.
Riguardo alle valute asiatiche attuali, Bessent ha sottolineato: «A causa della debolezza dello yen, anche il won sudcoreano è debole e la Cina si sta mostrando riluttante a rivalutare il renminbi».

La parte finale, «anche la Cina si sta mostrando riluttante a rivalutare il renminbi», è probabilmente fondamentale.
In altre parole, significa che si sta discutendo di una rivalutazione del renminbi cinese.

L’accordo di Mar-a-Lago, ovvero l’Accordo del Plaza 2.0, è ancora in vigore.
Il Segretario al Tesoro Bessent nutre la convinzione di voler ricostruire il sistema di Bretton Woods, e tale convinzione ha ora trovato concreta espressione.

Si procederà a un deprezzamento su larga scala del dollaro per evitare una svendita degli asset statunitensi.
Probabilmente quel piano ambizioso è già stato avviato.

Se si guardano alle precedenti operazioni di intervento coordinato, in molti casi esse hanno coinciso con i massimi o i minimi significativi dei mercati.
In tal senso, è possibile che l’attuale intervento coordinato costituisca, in una prospettiva a lungo termine, un massimo storico.
Tuttavia, osservando il dibattito pubblico, l’opinione prevalente è che, fintantoché proseguirà la politica economica espansiva dell’amministrazione Takamasa, prima o poi riprenderà il trend di indebolimento dello yen.

Se le politiche dell’amministrazione Takamasa non cambiano, non cambierà nemmeno la tendenza all’indebolimento dello yen: ciò è vero, ma alla fine si dovrà comunque allinearsi alle intenzioni del signor Bessent.

Il vice ministro delle Finanze Mimura ha dichiarato: «Intendiamo continuare a agire in stretta sincronia con la politica monetaria della Banca del Giappone».
Cosa significa «sincronia con la politica della Banca del Giappone»?
Probabilmente, dietro l’attuazione di questo intervento coordinato, si sta richiedendo alla Banca del Giappone di procedere a una stretta monetaria anticipata.

Se così fosse, un aumento dei tassi d’interesse a settembre sarebbe plausibile.
Per lo meno, è già in atto una svolta verso una politica monetaria più restrittiva.