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Il mercato rimane in una fase di stallo in vista della prossima settimana

La scorsa settimana è stata segnalata una vulnerabilità in PHP e persino il Primo Ministro Takaichi ha diffuso l’allerta su X.
Poiché è assolutamente impossibile prevedere quali attacchi possano verificarsi e quando, si potrebbe dire che prevalga un clima di «riduzione del rischio».
L’indice Nikkei ha registrato un calo di 1.713 yen e, anche a causa della flessione dei tassi di interesse a lungo termine statunitensi al 5,07%, il cambio dollaro-yen ha temporaneamente sfiorato la fascia alta dei 156 yen.

Prima di questa fase di avversione al rischio legata a PHP, si era già verificata una crisi di fiducia nei confronti delle società statunitensi operanti nel settore dell’intelligenza artificiale; tuttavia, a differenza dei casi legati alla pubblicazione di indicatori economici o agli eventi delle banche centrali, per i quali è prevista una data di annuncio, in questo caso non si intravede una conclusione concreta: la situazione è destinata a protrarsi?
I titoli tecnologici vengono venduti nonostante stiano annunciando risultati positivi.
Non è chiaro se gli investimenti nell’IA siano eccessivi rispetto alle aspettative di crescita del mercato, ma le vendite sui titoli legati all’IA continuano e il mercato attuale si è orientato verso un atteggiamento di avversione al rischio.

Questa settimana è caratterizzata da una serie di riunioni delle banche centrali dedicate alle decisioni di politica monetaria.
Mercoledì 28 si terranno le riunioni della Nuova Zelanda, del Canada e degli Stati Uniti; giovedì 29 sarà la volta dell’Unione Europea; infine, il 30, ultimo giorno lavorativo del mese, si riunirà la Banca del Giappone.
Si prevede che Giappone, Stati Uniti ed Europa rinuncino ad aumentare i tassi d’interesse, ma tale eventualità è già stata scontata dai mercati; l’attenzione si concentrerà quindi sui commenti dei governatori durante le conferenze stampa.

Inoltre, martedì prossimo (3 novembre) si terranno le elezioni di medio termine negli Stati Uniti.
Se il Partito Democratico dovesse conquistare il controllo di entrambe le Camere, gli investimenti nei data center subirebbero un notevole rallentamento e si profilerebbe la possibilità di una recessione economica negli Stati Uniti.

Sebbene gli Stati Uniti abbiano favorito il rafforzamento del dollaro attraverso l’attacco all’Iran, una sconfitta di Trump potrebbe innescare un indebolimento della valuta.
Sembra che, in vista della prossima settimana, ci si stia avvicinando a una svolta epocale.