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Il cambio euro-dollaro è sceso sotto quota 1,14, mentre il cambio dollaro-yen si avvicina a un nuovo massimo
Il cambio euro-dollaro ha sfondato l’importante livello di supporto di 1,14.
Finora il mercato si era mosso all’interno di un ampio intervallo compreso tra 1,14 e 1,21.
Il fatto che tale livello sia stato sfondato significa, dal punto di vista tecnico, che si potrebbe puntare a un intervallo compreso tra 1,07 e 1,08?
L’orientamento restrittivo della Fed potrebbe innescare un forte rafforzamento del dollaro.
La determinazione del presidente Trump a contenere l’inflazione sembra destinata a riflettersi anche sul mercato valutario.
Il cambio dollaro-yen si sta avvicinando al massimo del 2024, fissato a 161,95 yen.
Rispetto alla Fed, che ha assunto una posizione restrittiva sotto la guida del nuovo presidente Walsh, e alla BCE, che mostra una volontà di contrastare l’inflazione, la Banca del Giappone presenta una situazione poco chiara riguardo a futuri aumenti dei tassi.
Anche il presidente della Keidanren, Tsutsui, che finora aveva sostenuto gli aumenti dei tassi da parte della Banca del Giappone, ha iniziato a fare riferimento al rischio di stagflazione.
Tale cambiamento si riflette anche nella formulazione del comunicato: l’espressione «i tassi di interesse reali si trovano attualmente a livelli estremamente bassi» è stata sostituita con «l’attuale contesto monetario è accomodante».
Sebbene si possa affermare che l’orientamento restrittivo rimanga immutato, l’eliminazione del termine «estremamente» riveste grande importanza.
Lunedì, intorno alle 23:07, il cambio dollaro-yen ha subito un brusco calo; tuttavia, secondo quanto riportato da TBS e JNN, il ministro delle Finanze Katayama ha tenuto un incontro online con il segretario al Tesoro statunitense Bessent.
Con il massimo del 2024 a 161,95 yen ormai a portata di mano, se tale soglia fosse stata superata si sarebbe potuto verificare un rialzo repentino, con il coinvolgimento di ordini stop-loss e simili; tuttavia, la notizia dell’incontro online tra Katayama e Bessent ha raffreddato immediatamente gli animi.
Tuttavia, considerando che gli Stati Uniti stanno assumendo una posizione più restrittiva sotto la guida del nuovo presidente della Fed e che vi sono limiti all’orientamento delle politiche e all’aumento dei tassi d’interesse in Giappone, potrebbe risultare difficile arrestare il deprezzamento dello yen anche con un intervento.
Probabilmente anche il signor Bessent ne è ben consapevole.
Esiste un modo per arrestare il deprezzamento dello yen?
L’unica soluzione è la cooperazione con gli Stati Uniti, ma esiste la possibilità che questi ultimi non acconsentano.
Se il tasso di cambio superasse i 162 yen, si innescherebbero gli stop loss e il corso potrebbe balzare nella fascia alta dei 162 yen; tuttavia, è anche possibile che si verifichi un intervento sul mercato valutario.
In caso di intervento, il tasso scenderebbe probabilmente di circa 3-4 yen, ma un intervento valutario da solo finirebbe per offrire al mercato solo un’occasione di acquisto.
Anche a seguito di questa notizia, il tasso non è sceso al di sotto dei 161 yen.
Inoltre, mentre sul lato al rialzo è probabile un intervento, il livello minimo sta salendo.
Si prevede che il dollaro continui a rafforzarsi.