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I negoziati tra Stati Uniti e Iran sono falliti
I negoziati tra Stati Uniti e Iran tenutisi nel fine settimana si sono conclusi con un fallimento.
Il presidente Trump ha immediatamente ripreso a rilasciare dichiarazioni che alimentano la crisi, come quella relativa al blocco dello Stretto di Hormuz da parte della Marina statunitense, e i mercati stanno virando verso un atteggiamento di avversione al rischio.
Il periodo di tregua concordato tra Stati Uniti e Iran scade il 21, e fino ad allora sembra che entrambe le parti manterranno una posizione intransigente per intimidire l’avversario.
Oggi, sin dal mattino, il petrolio ha aperto con un gap al rialzo, mentre l’oro con un gap al ribasso; nell’immediato, si consiglia di operare puntando al riempimento di questi gap.
Durante le sessioni europee e americane occorre prestare attenzione alle dichiarazioni imprevedibili del presidente Trump; a partire dalla sessione di Londra, la situazione potrebbe ribaltarsi e, a seconda delle sue dichiarazioni, si potrà aprire una posizione di vendita sull’oro e di acquisto sul petrolio.
Questa settimana l’attenzione sarà concentrata sugli ultimi dati relativi all’andamento dell’inflazione e alla situazione occupazionale negli Stati Uniti.
Il dato più atteso è l’indice dei prezzi alla produzione (PPI) statunitense di marzo, che sarà pubblicato domani.
Si tratta di un dato fondamentale per verificare la presenza di pressioni inflazionistiche a monte della catena di produzione.
Se dovessero riaccendersi i timori di un’inflazione persistentemente elevata, ciò potrebbe fungere da catalizzatore per l’acquisto del dollaro.
Poiché questa settimana gli altri indicatori economici principali sono relativamente scarsi e gli spunti di riferimento sono limitati, è probabile che i capitali si concentrino sui risultati di giovedì, come il “numero di nuove richieste di sussidi di disoccupazione”.
È necessario prestare attenzione al rischio che la reazione iniziale sia più forte del solito.